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Come negli Stati Uniti la destra cattolica, politica e religiosa, vuole eliminare papa Francesco

Mando la recensione, da me adattata, scritta dalla giornalista Patrice de Punkett, di un libro appena uscito in lingua francesce scritto dal vaticanista Nicolas Senèze, dove si parla del movimento antibergogliano a partire dagli Stati Uniti. Il papa, in aereo verso il Mozambico, ricevedolo da Senèze stesso, l’ha definioto “una bomba” (s.p.).
Un anno esatto dopo il clamore dell’affare Viganò, Nicolas Senèze – il vaticanista romano di La Croix – non soltanto spiega gli scopi e indica gli agenti di questo tentativo di putsch contro un papa (agosto-settembre 2018), ma ripercorre ciò che l’ha preceduto, oltre a preannunciare ciò che accadrà adesso.  Appassionante da leggere, largamente e solidamente documentata, questa inchiesta specialistica [Comment l’Amérique veut changer de pape, Bayard, 2019; «Come l’America vuol cambiare papa»] destinata al grande pubblico. Non è sulla stampa cattolica, ma su Le Monde che compare la prima critica al libello di Viganò: il giornalista si era accorto del miscuglio di fatti veri e di accuse false, base alquanto fittizia di un inaudito appello alle dimissioni del papa! Appello che intendeva provocare un collasso presso la Santa Sede e l’arrivo, naturalmente, di un nuovo team dirigente…Sull’aereo Dublino-Roma, il papa aveva detto ai giornalisti: non commenterò questo testo, ma studiatelo e vedrete! …l’effetto prodotto da Viganò nell’agosto-settembre 2018 mostrava che tutta una parte dei nostri ambienti cattolici era diventata dipendente dai pregiudizi made in USA.

Come e perché? È quel che permette di comprendere il libro di Nicolas Senèze che illustra il quadro della situazione negli Stati Uniti, nonché l’impatto a livello internazionale di una certa propaganda politico-religiosa americana promossa da una rete di catholic businessmen – divenuti i tutori di un episcopato USA paralizzato dallo scandalo degli abusi sessuali. Secondo lo storico italiano Massimo Faggioli citato da Nicolas Senèze, “ci sarebbe molto da dire sulla maniera in cui dei rappresentanti della Chiesa cattolica sono divenuti insensibili alla minaccia rappresentata dal denaro per il carattere cristiano della comunione dei fedeli… ”.

Il libro ha undici capitoli. Eccone i titoli (in grassetto) seguiti (testo non grassettato) da un accenno ad alcuni dei numerosi elementi evidenziati da questa inchiesta.1. L’uomo dello scandalo (Perché la carriera del perverso McCarrick non doveva nulla a papa Francesco);   2. L’accusatore (Perché l’ex nunzio Viganò era decisamente poco adatto al ruolo del cavaliere senza macchia);   3. L’America contro il papa (la Chiesa USA sotto l’influsso di laici miliardari e sotto l’influenza dei trumpisti evangelici – donde l’allergia per Francesco);  4. Di fronte alla potenza del denaro (come l’industria del petrolio ha dichiarato guerra a Francesco nel 2013 / Come dei prelati cattolici inaciditi si sono legati ai trumpisti anti-Francesco, dalla falsa crisi dell’ Ordine di Malta alle agitazioni europee di Steve Bannon); 5. La battaglia della morale (Gli ambienti cattolici conquistati dalla polarizzazione USA sulle questioni sessuali / Illusione ottica sui “principi non negoziabili” / chiassoso processo farsa intentato a Francesco in questo campo);  6. Contro la pena di morte (L’evoluzione della dottrina della Chiesa avviata sotto Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, ma realizzata da Francesco / Da qui il furore dei pro-death americani contro la Chiesa);   7. Ombre cinesi (La trattativa Vaticano-Pechino, ugualmente cominciata sotto Benedetto XVI e realizzata da Francesco / Da qui il furore della Religious Right contro Francesco… nel momento in cui Trump entrava nella guerra commerciale contro la China);  8. La “rapina” ai danni del papa (i businessmen statunitensi tentano di congelare i fondi americani a sostegno delle opere pontificie); 9. Il putsch (L’operazione Viganò, i suoi agenti economici americani dietro le quinte, il suo insuccesso): 10. Verso uno scisma americano (L’influenza dei laici USA che spinge i vescovi verso la sottrazione di obbedienza) / Il tentativo USA per incastrare il papa al sinodo dei giovani (ottobre 2018) / Il papa impone ai vescovi USA la disciplina della Chiesa universale (novembre 2018-febbraio 2019); 11. Minacce sul conclave (dopo il fallimento del putsch Viganò, la lobby catto-trumpista rivela i propri progetti a fine settembre 2018. Presenta ufficialmente ai suoi investitori l’operazione  Red Hat una campagna internet mondiale per “profilare” – cioè diffamare – i cardinali non US-friendly; e questo al momento opportuno, non appena una malattia del papa farà presagire un eventuale conclave. Bisogna leggere la descrizione di questa manovra spionesca e tecnologica nel libro di Nicolas Senèze: ogni dettaglio è un segno. Facciamo notare, ad esempio, la fredda indecenza con la quale i miliardari trumpisti hanno annunciato questa strategia durante un cocktail tra finanzieri…I contributi di questo libro sono decisivi!

Tra le altre informazioni, si svela il vero volto dei “grandi cattolici americani” incensati dalla destra cattolica anche in Europa: l’universitario George Weigel, che già vedeva nell’enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate (2009) un testo contenente degli accenti “convenzionalmente di sinistra”; il politico repubblicano Paul Ryan, cattolico che ricusa la critica al neoliberalismo tacciando il papa di incompetenza argentina; il politico repubblicano Rick Santorum [nella foto], cattolico che rifiuta alla Chiesa il diritto di avere un proprio giudizio sulle questioni politiche o scientifiche: il giurista Robert George, cattolico che trova ridicolo (come il politico repubblicano cattolico Marco Rubio) il fatto che la Laudato si’ faccia menzione del ruolo giocato dall’economia nel cambiamento climatico; Jeb Bush, governatore cattolico della Florida, che vuole ridurre la religione a un ruolo da morale privata; ecc. Un altro esempio di ciò che il lettore di Senèze apprende con un vivo interesse: la ricchissima organizzazione cattolica Usa dei Cavalieri di Colombo (100 miliardi di dollari investiti) sovvenziona i media americani più conservative, violentemente anti-Francesco…

Quando Mr. Tim Busch e i suoi associati (i padrini dell’operazione Viganò e di Red Hat) dichiarano che bisogna sbarazzarsi del socialist pope come gli azionisti liquidano un amministratore delegato, o quando dei catholic scholars insegnano in campo economico qualcosa di diametralmente opposto alla dottrina sociale della Chiesa riconosciuta dal resto dell’orbe cattolico, sarebbe estremamente superficiale mettere in disparte questi fatti in nome… di non si sa bene cosa. Un funzionario diocesano francese, un laico, al quale nel 2017 chiedevo la ragione di accompagnare con slogan anglofoni un evento cattolico di testimonianza in Francia, mi rispondeva: “È per non isolarci”. Isolarci da cosa? dagli Stati Uniti? Citando Faggioli a riguardo del potere di influenza dei miliardari anti-Francesco su numerosi vescovi americani, Nicolas Senèze scrive. Secondo lo storico, questa evoluzione sarebbe paragonabile alla crisi che ha attraversato la Chiesa intorno all’anno Mille, quando i potenti nobili territoriali avevano messo le mani sulla Chiesa e sulle sue risorse. La crisi che aveva portato alla Riforma gregoriana… Oggi nel Stati Uniti è in gioco proprio l’indipendenza della Chiesa cattolica di fronte alle potenze del denaro.  In questa battaglia il papa è armato della disciplina ignaziana del discernimento degli spiriti. Come lui stesso dice in uno dei suoi libri, “le idee si discutono, le situazioni si discernono”. Cito ancora Nicolas Senèze, nella sua conclusione intitolata La forza del silenzio che si appoggia sull’atteggiamento del papa davanti al tranello di Viganò: l’obbiettivo di Francesco è questo:  non trasformare i suoi accusatori in avversari, ma dare a ognuno – compreso se stesso – i mezzi di convertirsi per poter progredire.   E nei ringraziamenti del vaticanista, nell’ultimissima pagina del libro: Grazie a tutti i miei confratelli giornalisti della sala stampa della Santa Sede che, occupando lo spazio di libertà aperto dal silenzio di papa Francesco sull’aereo che ci riportava dall’Irlanda, hanno contribuito, ciascuno a suo modo, a far emergere la verità su questa storia.