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Movimento Cattolico Internazionale per la Pace

Solidarietà a Medici Senza Frontiere sulla vicenda del sequestro della nave Aquarius

Nave Aquarius di MSF

Sconcerto e indignazione ha suscitato il sequestro della nave Aquarius di Medici Senza Frontiere (MSF) da parte della Procura di Catania, con l’accusa di smaltimento illecito di rifiuti pericolosi.
Pax Christi ha già manifestato la propria solidarietà a MSF con il comunicato stampa della Campagna “Sulle Soglie senza Frontiere” del 21.11.2018, vedi al link:
https://sullesogliesenzafrontiere.com/category/news/
In una affollata conferenza stampa i responsabili di MSF in Italia, oltre a rigettare ogni accusa e a ribadire che tutte le operazioni vengono svolte nel rispetto della normativa vigente, hanno spiegato l’infondatezza delle accuse con alcuni chiarimenti illuminanti. Per esempio, eventuali casi gravi di infezione vengono trasferiti con urgenza per mezzo di elicottero, quindi non arrivano neanche nei porti. I migranti soccorsi in mare sono in genere malnutriti, disidratati e presentano ustioni. Gli abiti dei migranti sono sì pericolosi, ma per i migranti stessi, perché intrisi della micidiale e ustionante miscela di acqua di mare e gasolio, non perché siano infetti. E’ ridicolo poi, e frutto di ignoranza, parlare di rischio di infezioni, quali tbc, meningite o epatite, in quanto tali patologie non possono trasmettersi attraverso abiti infetti, ma solo per via aerea o per ingestione di cibo contaminato.
La conferenza stampa può essere seguita al seguente link:
https://www.facebook.com/msf.italiano/videos/1105594592930213/?t=8

Riportiamo infine di séguito il comunicato stampa ufficiale di MSF.

– COMUNICATO STAMPA MEDICI SENZA FRONTIERE –
MSF condanna il sequestro della nave Aquarius:
“Inquietante e strumentale attacco per bloccare azione salvavita in mare”

20 novembre 2018 – Medici Senza Frontiere (MSF) condanna con forza la decisione delle autorità giudiziarie italiane di sequestrare la nave Aquarius per presunte irregolarità nello smaltimento dei rifiuti di bordo. Una misura sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l’ennesima volta l’azione medico-umanitaria in mare.

“Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con i trafficanti di uomini, ora veniamo accusati di far parte di un’organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l’estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attività di ricerca e soccorso in mare”, dichiara Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per MSF.

Il provvedimento di sequestro della Aquarius, che comprende anche alcuni nostri conti bancari, deriva da una lunga indagine della Procura di Catania sullo smaltimento dei rifiuti di bordo, con particolare riferimento ai vestiti dei migranti soccorsi, agli scarti alimentari e ai rifiuti delle nostre attività mediche. Ma tutte le nostre operazioni in porto, compresa la gestione dei rifiuti, hanno sempre seguito procedure standard. Le autorità competenti non hanno contestato queste procedure né individuato alcun rischio per la salute pubblica da quando MSF ha avviato le attività in mare nel 2015.

MSF, che ribadisce piena disponibilità a collaborare con le autorità italiane, contesta la ricostruzione della Procura e respinge categoricamente l’accusa di aver organizzato qualunque attività abusiva finalizzata al traffico illecito di rifiuti. Dopo la valutazione del decreto di sequestro e un’analisi interna, che dimostra come le accuse siano inaccurate e fuorvianti, MSF presenterà ricorso al Tribunale del riesame.

“Siamo pronti a chiarire i fatti e a rispondere delle procedure che abbiamo seguito, ma riaffermiamo con forza la legittimità e la legalità della nostra azione umanitaria” dichiara Gabriele Eminente, direttore generale di MSF in Italia. “L’unico crimine che vediamo oggi nel Mediterraneo è lo smantellamento totale del sistema di ricerca e soccorso, con persone che continuano a partire senza più navi umanitarie a salvare le loro vite, mentre chi sopravvive al mare viene riportato all’incubo della detenzione in Libia, senza alcuna considerazione del diritto internazionale marittimo e dei rifugiati.”

Due anni di campagne diffamatorie contro le attività di ricerca e soccorso, infondate accuse di collusione con attività criminali e la chiusura dei porti alle navi di soccorso hanno di fatto bloccato l’azione umanitaria in mare e scoraggiato tutti i tipi di nave dal soccorrere i barconi in difficoltà. Il risultato sono oltre 2.000 morti nel Mediterraneo solo quest’anno e un nuovo picco di sofferenze, mentre la guardia costiera libica sostenuta dall’Italia e dall’Europa intercetta sempre più persone in mare e le riporta alle terribili condizioni della detenzione arbitraria in Libia, in piena violazione delle leggi internazionali.

Con cinque navi umanitarie attive in tre anni di operazioni in mare, MSF ha soccorso oltre 80.000 persone in coordinamento con le autorità marittime e nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali. La nave Aquarius, l’unica rimasta con a bordo un team medico di MSF, oggi è bloccata nel porto di Marsiglia dopo due revoche della bandiera in due mesi, per concertate pressioni politiche.

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