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Movimento Cattolico Internazionale per la Pace

Il 4 novembre non festeggiamo proprio niente!

Comunicato stampa di Pax Christi

Non utilizziamo la retorica del 4 novembre per giustificare le guerre di oggi, magari chiamate missioni di pace. Pax Christi rinnova anche quest’anno l’appello a guardare la guerra dalla parte delle vittime.
Come ebbe a dire papa Francesco a Redipuglia, il 13 settembre 2014: “Qui e nell’altro cimitero ci sono tante vittime. Oggi noi le ricordiamo. C’è il pianto, c’è il lutto, c’è il dolore. E da qui ricordiamo le vittime di tutte le guerre. Anche oggi le vittime sono tante… Come è possibile questo? E’ possibile perché anche oggi dietro le quinte ci sono interessi, piani geopolitici, avidità di denaro e di potere, c’è l’industria delle armi, che sembra essere tanto importante!
La Prima guerra mondiale è stata una vera strage, “un’inutile strage” come la definì papa Benedetto XV.
Tra le tante voci che si sono levate in questi giorni vogliamo esprimere la solidarietà di tutta Pax Christi al vescovo di Bolzano-Bressanone, Ivo Muser che ha scritto nella sua lettera pastorale: “Nessuna guerra è una vittoria In questi giorni in cui si ricorda, si riflette e si commemora, nessuno dovrebbe parlare di vittoria. I monumenti di ogni genere inneggianti alla vittoria, che rimandano a dittature e guerre, dovrebbero perdere la loro forza di attrazione una volta per tutte. Sarebbe un segno concreto e lungimirante se la piazza davanti al monumento alla Vittoria a Bolzano fosse rinominata in piazza dedicata alla pace, alla riconciliazione, alla comprensione, alla volontà di convivenza! Non si chiamano vittorie quelle che si raggiungono attraverso guerra, nazionalismo, disprezzo di altri popoli, lingue e culture. Alla fine di una guerra ci sono sempre e solo sconfitti!”

Ma furono tante le forme di dissenso alla guerra e di disobbedienza che, già nel 1915-18, maturavano nella popolazione civile e negli eserciti. Primordi di obiezione di coscienza. Presentiamo e rilanciamo, proprio alla vigilia del 4 novembre, il dossier di Mosaico di pace di novembre: “Obiezione alla Grande guerra” a cura di Diego Cipriani e con interventi anche di Ercole Ongaro, Sergio Tanzarella, Luca Kocci e Giorgio Giannini.
(Informazioni e richieste: abbonamenti@mosaicodipace.it – 080-3953507)

Perché alla morte per guerra si può obiettare, ieri come oggi.

A questo link il PDF del comunicato PX 4 nov 2018

Il 4 novembre non festeggiamo proprio niente!

5 Commenti

  1. Il 4 novembre ho esposto il Tricolore alle finestre e ho festeggiato – e spero molti abbiano festeggiato – il completamento dell’Unità d’Italia: senza odio o disprezzo per alcuno, ma con viva riconoscenza per il sacrificio del bisnonno di cui porto il cognome, caduto sul Piave, di un altro bisnonno, ferito nel conflitto, e di tutti coloro, caduti o sopravvissuti, che hanno permesso la liberazione delle terre italiane ancora in mano all’impero austro-ungarico.

  2. Si non festeggiamo ma se non si fa nulla per raccontare come sono andate le cose lasciamo campo libero a chi invece festeggia anche se con qualche distinguo.
    Allora succede che cittadini partecipano ai cortei alla messe, alle retoriche commercio e, ecc,. Conviti di stare nel giusto.
    Dire no non basta più di questi tempi. Bisogna raccontare spiegare diversamente abbiamo torto noi che non vogliamo ricordare i tanti sacrifici, i tanti morti per al vittoria , ecc. ecc.

  3. Fra i popoli non ci devono essere mai guerre…
    Pace pace pace….purtroppo sono i potenti che lo vogliono. .
    .per vendere armi….e rendersi boriosi di distruggere tante vite

  4. Si potrebbe dire una sola parola… fu la Massoneria a volere l’inutile strage… contro Austria e Ungheria…

  5. Ringrazio di cuore Dio perchè ci sono ancora voci che si alzano a dire queste cose che dovrebbero essere patrimonio spirituale culturale di tutta la Chiesa, in questo tempo che scivola sempre più nella tentazione della violenza e del conflitto tra popoli.

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