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Marcia della Pace Perugia – Assisi, Io c’ero

 I tre anniversari che dettano le coordinate alla Marcia per la pace sono i cento anni dalla fine della prima guerra mondiale, i settant’anni dalla proclamazione della Dichiarazione universale dei diritti umani e i cinquant’anni dalla morte di Capitini, il padre italiano della nonviolenza.
Tre anniversari, venticinque chilometri, forse centomila persone. Non sò se la “la vera sfida – come avevano sperato gli organizzatori – di aprire una prospettiva nuova in un momento in cui la rassegnazione ha bloccato le persone nella sensazione che nulla possa cambiare e che quindi sia meglio farsi i propri affari, abbia avuto qualche sbocco, ma sicuramente, era l’aspettativa di molti.
Nel pullman che abbiamo organizzato insieme alla CGIL e che aveva come partecipanti gli appartenenti al “Portico della Pace” ( che raggruppa le associazioni pacifisti bolognesi) era il pensiero dominante, molte persone alla fine hanno ringraziato, perchè sentivano rabbia e impotenza per quanto sta accadendo e volevano in qualche modo dare una risposta a questi sentimenti negativi.
” Non sò quanto inciderà sui destini italiani questa marcia, ma sicuramente a mè è servita. Vedere tanta gente unita su dei valori di pace accoglienza e constatare che si marcia tutti uniti, mi dà speranza. Grazie”. E’ questo stato il commento di molti.
Il fatto che quest’anno, erano stato messo da parte le divisioni, è stata sicuramente l’altra ragione che ha visto la massiccia partecipazione e di questo le associazioni promotrici debbono tenerne assolutamente in conto.
L’ impegno, dunque, è contro questo stato di cose e contro la rassegnazione, diversamente dagli imprenditori dell’odio e dai rassegnati, noi sappiamo che sono le persone a fare la storia e che il cambiamento che sogniamo non dipende solo dalle grandi decisioni ma anche dalle azioni fatte ogni giorno da ciascuno, dappertutto. Sono importanti queste azioni unitari per far vedere che si è in molti a credere in certi valori, e questo dà entusiasmo e voglia di reagire.
Credo che il lavoro nelle scuole sia stato importante ed era ben visibile alla Marcia, a mio parere, la generazione che mancava in maniera tangibile era quella dei venti – trentenni, se questa non è una mia impressione ma avvalorata da qualche dato, bisogna farsi delle domande e cercare di darsi delle risposte.
Tra due anni, tutti uniti, alla Marcia Perugia Assisi !
Dario da Bologna

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