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Movimento Cattolico Internazionale per la Pace

Sulle tracce di don Tonino Bello

Tomba di don Tonino Bello ad Alessano

Un gruppo di 21 persone provenienti da tutta Italia, da Trieste a Catania, si è messo in cammino in Puglia, dal 22 al 29 luglio, “Sulle tracce di don Tonino Bello”.
Guidati da Gianni Novello e da don Christian Medos, abbiamo iniziato da Molfetta, dove don Tonino è stato vescovo. Abbiamo visitato la sua Cattedrale e il vescovado, dove, attraverso un registratore, abbiamo ascoltato la sua voce che rispondeva ai giovani che gli avevano fatto gli auguri per il suo compleanno.
A Molfetta abbiamo sentito alcuni testimoni della vita e delle opere realizzate da don Tonino. Ma anche camminando nelle stradine del centro storico, alcune persone che abbiamo incontrato ci hanno offerto ricordi spontanei e grande stima di questa figura.
Abbiamo visitato la mensa della Caritas, con la testimonianza di un operatore, e la casa editrice “La Meridiana”, voluta da don Tonino.
Ci siamo quindi spostati nella città di Bisceglie, dove abbiamo incontrato il presidente di Pax Christi, don Giovanni Ricchiuti, e a Ruvo, per conoscere la C.A.S.A., comunità realizzata da don Tonino per il recupero dei tossicodipendenti.
In questa prima parte del nostro cammino ci hanno accompagnato e aiutato gli amici locali di Pax Christi, Liliana Ricchiuti e Rosa Siciliano, direttrice di “Mosaico di Pace”, la quale in vari momenti ci ha parlato di questa rivista, promossa da don Tonino.
Nella seconda parte abbiamo visitato il Salento, dove don Tonino è nato e ha svolto il suo ministero sacerdotale prima di essere nominato vescovo.
A Tricase, dove don Tonino è stato parroco e dove fu consacrato vescovo, abbiamo svolto un incontro pubblico con la popolazione, osservando quanto egli sia ancora presente e amato da tutte le persone.
Emozionante è stata la lettura della preghiera “La lampara” nel porto di Tricase, davanti al mare, dove don Tonino l’ha scritta.
Infine, la visita ad Alessano, dove egli è nato, e al suo cimitero dove adesso è sepolto, è stato il momento più importante del nostro cammino. Le testimonianze di don Salvatore Leopizzi e del nipote ci hanno fatto sentire ancora più vicini a don Tonino, non solo al suo corpo lì sepolto, ma a tutta la sua vita, e lo abbiamo ringraziato per tutti i segni di bontà, di amore, di pace, di giustizia che ci ha lasciato.
Questo viaggio ha certamente lasciato in tutti noi tanta gioia e tanta speranza, convinti che sulla scia di don Tonino anche noi possiamo trasmettere e realizzare segni di bontà, amore, pace e giustizia.

P. Alfio Carciola

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