Mail

Mons. Bettazzi: lettera aperta al Presidente del Consiglio

Lettera aperta all’Onorevole Giuseppe Conte, Presidente del Consiglio dei Ministri italiano

mons-bettazziScrivo questa lettera sul tema scottante degli immigrati (e la scrivo da un edificio diocesano che ne ospita). Lo faccio non come antica autorità religiosa al Presidente di un Governo “laico” (anche se un autorevole membro del Suo Governo ha sbandierato, sia pure in campagna elettorale, simboli apertamente religiosi, anzi cristiani, quindi compromettenti) soprattutto dopo i costanti, appassionati appelli di Papa Francesco e le autorevoli istanze dei responsabili della CEI.

Lo faccio come cittadino dell’Italia che, nella Costituzione, garantisce il diritto d’asilo a quanti, nel loro paese, sono impediti di esercitare le libertà democratiche; lo faccio come cittadino dell’Europa che, nella Carta dei diritti fondamentali, afferma: “La dignità umana è inviolabile. Essa deve essere rispettata e tutelata”.
Ci siamo resi conto che Lei, al recente vertice Ue, ha fatto sentire fortemente la voce dell’Italia; ma siamo stati delusi dalla sordità della maggioranza dei rappresentanti dell’Europa (me lo lasci notare, anche delle nazioni tradizionalmente più “cristiane”) e dell’incapacità dell’insieme di mantenere le tradizioni “umane” del nostro Continente e dell’ispirazione iniziale della sua unità. Mi lasci dire che siamo – parlo di tanti di cui ho colto il pensiero – altrettanto delusi che, nella difficoltà di ottenere consensi più ampi, l’Italia rimanga su posizioni di chiusura, forse (ma solo “forse” se guardiamo al nostro passato coloniale o ci proiettiamo sul nostro futuro demografico) comprensibili sul piano della contrattazione, non su quello del riferimento a vite umane. Siamo tanti a non volerci sentire responsabili di navi bloccate e di porti chiusi, mentre ci sentiamo corresponsabili di Governi che, dopo avere sfruttato quei Paesi e continuando a vendere loro armi, poi reagiscono se si fugge da quelle guerre e da quelle povertà; non vogliamo vedere questo Mediterraneo testimone e tomba di una sorta di genocidio, di cui diventiamo tutti in qualche modo responsabili.

Non ignoriamo che i problemi sono immensi, dai rapporti con Paesi che noi – Europa tutta – abbiamo contribuito a divenire ciò che essi spesso sono (costruttori di lager e tutori di brigantaggi), a quelli con i Paesi di partenza degli immigrati (con cui già i Governi precedenti avevano progettato iniziative, sempre fermate al livello di progetti).Vorremmo davvero che l’Italia, consapevole della sua tradizione di umanità (prima romana, poi cristiana) non accettasse di divenire corresponsabile di una tragedia, che la storia ha affidato al nostro tempo e da cui non possiamo evadere.
Al di là di un’incomprensibile indifferenza o di un discutibile privilegio ( “prima gli italiani” – quali italiani? – o “prima l’umanità”?!), credo che, nell’interesse della pace, aspirazione di ogni persona e di ogni popolo, l’Italia possa e debba essere – per sé e per tutta l’Europa – pioniera di accoglienza, controllata sì, ma generosa.

Con ogni augurio e molta solidarietà.

Albiano d’Ivrea, 2 luglio 2018 + Luigi Bettazzi
vescovo emerito di Ivrea

68 commenti

  1. Gigi Rispondi

    È un bel documento, completo, che individua responsabilità nostre come costruttori e venditori di armi.

  2. Nello Rispondi

    Grazie mons. Bettazi a lei e a Pax Christi per la chiara e limpida testimonianza cristiana. Gesù il Cristo sia solo lui Lumen Gentium

  3. Centro Gandhi onlus Rispondi

    Pieno sostegno e condivisione da parte del Centro Gandhi onlus

  4. gianni gatti Rispondi

    il mio pieno consenso alla sua lettera, non era stato pubblicato in precedenza. Grazie vescovo Luigi per le sue parole chiare e veramente efficaci e non badi alle critiche e contestazioni che alcuni le fanno.
    Le esprimo anche l’applauso e la piena approvazione di un gruppo di amici bresciani della chat”facciamo solidarietà”, che l’apprezzano e l’ammirano tanto! Gianni Gatti

  5. Lidia Rispondi

    A chi scrive “prima noi italiani” auguro di non trovarsi a stomaco vuoto, senza prospettive perchè se osi alzare la testa sei perseguitato tu è la tua famiglia e di non trovarsi costretti ad emigrare come già accaduto diversi decenni fa (non nella preistoria) per molto italiani. La storia dovrebbe averci insegnato che determinati fenomeni migratori non si possono bloccare. Certo occorre un serio lavoro della politica che non c’è stato con il governo precedente nè con quello attuale che rischia di trascinare tutti, compresi gli taliani, alla deriva e non voglio pensare a qualcosa di peggio! Grazie mons. Bettazzi e Alex Zanotelli. Ma dove siamo finiti noi cattolici? Nelle catacombe? Per molto meno in passato si manifestava in piazza!

  6. Lino Mattaliano Rispondi

    Quanti commenti favorevoli a questo appello: dove vivono questi signori su Marte?
    In Italia la popolazione a rischio di povertà o esclusione sociale è pari al 30% (18.136.663 individui), in aumento rispetto all’anno precedente. “L’obiettivo di Europa 2020 rimane quindi molto lontano”. E’ il dato diffuso dall’Istat nel “Rapporto SDGs 2018. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia. Prime analisi”.

    La povertà in Europa “si mantiene stabile nel 2016 rispetto al 2015, con un’incidenza pari al 23,5% della popolazione (118 milioni di individui a rischio di povertà o esclusione sociale)”.

    L’indicatore di povertà o esclusione sociale corrisponde alla quota di persone che presentano almeno una delle seguenti situazioni: sono a rischio di povertà di reddito, sono gravemente deprivate materialmente, vivono in famiglie con una molto bassa intensità lavorativa. La povertà di reddito riguarda il 20,6% della popolazione (in aumento rispetto al 19,9% del 2015), la grave deprivazione materiale il 12,1% (dall’11,5%) mentre la quota di chi vive in famiglie con una intensità di lavoro molto bassa è del 12,8% (dall’11,7% del 2015).

    Le disparità regionali sono molto ampie sia per l’indicatore composito sulla povertà o esclusione sociale, sia per i tre indicatori in cui si articola.II Mezzogiorno presenta i valori maggiori per tutti e quattro gli indicatori: è a rischio di povertà o esclusione sociale quasi la metà degli individui (46,9%) contro uno ogni cinque del Nord (19,4%). Nel 2017 si stima siano 5 milioni e 58mila gli individui in povertà assoluta (8,4% della popolazione).

    Le condizioni dei minori rimangono critiche: l’incidenza di povertà assoluta tra di essi è pari al 12,1%; in peggioramento la condizione di giovani, adulti e anziani.

    1. claudio condorelli Rispondi

      Le cose stanno proprio così, solo che non esiste correlazione tra immigrazione e povertà. Anzi l’immigrazione può essere, come dimostrano vari studi, una risorsa per il miglioramento del PIL e di altri indici economici.

      1. Lino Mattaliano Rispondi

        Sig. Condorelli, vada a farsi un giro nelle periferie delle grandi città dove ci sono centinaia di clandestini che hanno generato degrado e insicurezza e per i quali si spendono 5 miliardi l’anno per mantenerli, senza alcuna possibilità di farli integrare, perchè la maggior parte di loro di fede musulmana non vogliono integrarsi, e così vedrà la correlazione tra loro e i nostri 5 milioni di poveri.

      2. Lino Mattaliano Rispondi

        Sig. Condorelli, vada a farsi un giro nelle periferie delle grandi città dove ci sono centinaia di clandestini che hanno generato degrado e insicurezza e per i quali si spendono 5 miliardi l’anno per mantenerli, senza alcuna possibilità di farli integrare, perchè la maggior parte di loro di fede musulmana non vogliono integrarsi, e così vedrà la correlazione tra loro e i nostri 5 milioni di poveri.

  7. Carmelo Nolano Rispondi

    Grazie.
    L’aspettiamo a Pozzallo, sarà nostro graditissimo ospite.
    Associazione per la gioventù Giorgio La Pira.

  8. Sr Raffaella Rispondi

    Grazie infinite Monsignor Bettazzi, felice di leggerla. E coraggio ! Non stanchiamoci di ricordare i diritti umani prima di tutto. Che sono pure divini. Come dimenticare i bei incontri in terra congolese.

  9. Fiorenza Bertotto Rispondi

    È vero Monsignore, è triste assistere ad una perdita collettiva di umanità.
    Sono una vecchia insegnante.Chiesi, anni fa, al suo successore Monsignor Miglio quali valori avrei dovuto trasmettere ai ragazzi. Mi rispose che non avrei dovuto proporre nessun valore, solo 3 C :Cultura, Curiosità, Capacità critica.
    Mi assicurò che, se fossi riuuscita, i miei studenti sarebbero stati in grado di trovare da soli i valori.
    Ci ho creduto e continuo a crederci. Però ho il rammarico di non avere fatto abbastanza e credo che la scuola tutta abbia in questo fallito.
    Grazie delle sue parole!

  10. Bruno Rispondi

    Caro Monsignor Bettazzi,
    Col massimo rispetto e pur apprezzando le sue nobili parole, vorrei osservare che non bisogna farsi prendere dalle emozioni e ragionare sul fatto che meno del 10% dei migranti sono rifugiati che fuggono da guerre, il resto sono migranti economici. Non è ipocrita dare questa distinzione perché i migranti economici arrivano sulle ns coste portati da una filiera di interessi che comincia nei villaggi dell’Africa sub sahariana e arriva agli agricoltori de meridione che sfruttano la manodopera a 3 euro l’ora. In mezzo ci sono i predoni libici, gli scafisti ed anche alcuni studi legali romani che a carico dello Stato difendono i migranti per farli passare per rifugiati secondo istruzioni che ricevono allo sbarco.
    Ma possibile che la Chiesa Cattolica non si renda conto di quello che sta succedendo in Europa, oggetto di un disegno di destabilizzazione da parte di ambienti ben identificati?

  11. Elisa GRIGNANI Rispondi

    Siamo in tanti a dire GRAZIE a mons. Bettazzi, di tutto cuore.
    Elisa

  12. Aroldo Berardi Rispondi

    Non sono assolutamente d’accordo con la Sua visione dell’attuale fenomeno migratorio, tanto meno sulla interpretazione cristiana che fornisce.

    L’attuale fenomeno migratorio è tutt’altro che spontaneo ma spinto da illusioni e traffici di nuovi schiavi che vengono gestiti da organizzazioni criminali le quali traggono profitti proprio dall'”accoglienza generalizzata” che Lei persegue.

    Tanto è vero che ciò è stato denunciato duramente e più volte dai Vescovi Africani – peccato che nelle nostre Chiese si pratichi l’OMISSIONE più totale in proposito – che conoscono perfettamente il fenomeno e che perciò si sono scagliati contro questa ulteriore spoliazione di giovani risorse africane, considerandola un nuovo colonialismo per sottrazione, un nuovo mercato di schiavi illusi e sfruttati che rischiano la morte per un miraggio falso.

    Quindi alla “banalità del male” che produce sfruttamento, affarismo, schiavismo, traffici illeciti e morti in mare, si accompagnano e sommano i frutti nefasti della “banalità del bene” che non contrasta il male efficacemente ma, in base a false “buone intenzioni”, ne amplifica i drammi, le morti, le tragedie.

    Tutto ciò è contrario al “realismo” cristiano che sulla base della VERITA’ e della “prudenza” consiglia di affrontare tali argomenti in modo del tutto diverso da quello che Lei ha illustrato, e che – pericolosamente – è lo stesso proposto da presunti filantropi, in realtà noti speculatori e affamatori di interi popoli i quali desiderano la destabilizzazione sociale e poi politica di stati e nazioni per alimentare i loro sporchi affari.

    Per questo il Magistero della Chiesa oltre a sancire il “diritto a non emigrare” che infatti da sempre sta alla base dell’azione missionaria – fatto questo che tanti prelati “stranamente” dimenticano – fissa paletti e condizioni per garantire una immigrazione non penalizzante il bene comune delle comunità che devono accogliere e per favorire altresì l’integrazione seria degli immigrati, dovere che questi debbono assumere imprescindibilmente con chiarezza, consapevolezza e concretezza.

    Quindi come immediata conseguenza diretta, tale concezione si oppone ad una delle “ideologie alla moda”, quella del multiculturalismo da considerare come un concetto politico e istituzionale, non solo sociologico.

    L’amore per la verità, il senso del realismo abbinato al buon senso e gestito con prudenza non può che fare dire come non tutte le culture siano reciprocamente compatibili nel rispetto vicendevole.

    Solo questa negazione, oggi di comodo e quindi falsa, lede uno dei concetti fondamentali per considerare positiva questa immigrazione collegata all’integrazione.

    Questi principi cardine hanno ispirato l’attualizzazione cristiana nel valutare i fenomeni migratori da San Tommaso d’Aquino (tra l’altro questo sommo teologo è molto più esigente e netto nel considerare costi/benefici non solo economici ma soprattutto culturali, sociali e politici) al Magistero Ecclesiale, compresi tutti i papi prima di Bergoglio, fino al Catechismo della Chiesa Cattolica vigente.

    Di tutto ciò, Monsignor Bettazzi, non c’è traccia significativa nella sua lettera che, pertanto, va collocata nel novero dei “nuovi” pronunciamenti personali, cioè al di fuori dell’alveo magisteriale, che tanti vescovi oggi producono, spesso improvvidamente, sulla scia di tante discutibili esternazioni estemporanee di Bergoglio, tutt’altro che cogenti per i cristiani.

  13. Ilia Rispondi

    Grazie a mons Bettazzi che con chiarezza,passione e coraggio ha espresso odio pensiero da cittadino d’Italia e d’Europa ,oltre che da Cristiano ,sul problema migranti. Sono tanti i cittadini e le cittadine che condividono la sua posizione e vorrebbero trovare il modo di far sentire la propria voce. Spero che tutto credenti e laici aderiscano alla sua “lettera aperta” inviata al Presidente del Consiglio quale documento ufficiale di chi non è d’accordo con le soluzioni avviate dal Governo.

  14. fortunato Rispondi

    Monsignore condivido in parte quello che dice nel senso che non possiamo accoglierli tutti ma un numero ragionevole in proporzione alle nostre possibilità favorirebbe noi e loro si potrebbero integrare meglio (sempre se vogliono) Poi esistono anche gli italiani con i loro problemi è bene non dimenticarlo!Un saluto da Pianoro (che Lei ricorderà)

  15. Antonio Corsi Rispondi

    Grazie, caro e grande Mons. Bettazzi! Con l’accorata speranza che questo Suo appello trovi l’ascolto dei tqndenzialmente feroci destinatari ai qiali l’ha indirizzata; ma purtroppo “non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”: e la loro urlante demagogia mi fa seriamente dubitare della loro disponibilità a recuperare un minimo di umanità.

  16. Antonio Corsi Rispondi

    Grazie, Mons. Battazzi. L’ ho sempre ammirata per la Sua grande coerenza col massaggio di Gesù di Nazaret e ricordo sempre un Suo intervento a Lucca, nel salone dell’Arcivescovato, che accolse un numero mai visto di ascoltatori… Mi e Le auguro che altrettanto attento ascolto questo Suo appello riceva dai destinatari; ma temo che la loro urlante demagogia faccia sì che possiamo dir di loro :Nessun peggior sordo di chi non vuol sentire”. In ogni modo,sarò anch’io, domani,con indosso una ‘maglietta rossa’ per richiamare, spero con tantissimi altri, questi tendenzialmente feroci governanti ad un po’ di umanità. E che Dio La benedica, carissimi Monsignore!

  17. Alessandra Rispondi

    Grazie, come sempre le parole giuste

  18. Mariella Rispondi

    Grazie Mons. Bettazzi. Credo però che a questo punto sia necessaria in azione più collettiva e insistente per obbligare i nostri governanti a fermarsi e riflettere se non altro in quanto appartenenti a quella stessa umanità che lasciamo morire senza pietà

  19. Valentina Rispondi

    In nome dei diritti umani,ed in nome della democrazia,che vengano preseSUL SERIO IN CONSIDERAZIONE proteste sempre piú numerose riguardo il comportamento alquanto superficiale dei governi.

  20. Anna Danelli Rispondi

    Grazie dal profondo del cuore, con le Sue parole si riaccende la speranza di poter constradtare questa grande tragedia di cui ci sentiamo testimoni impotenti ma anche responsabili
    Uniamoci in un ‘unica voce potente per far sentire il nostro dissenso a questa politica criminale : è nostro dovere Cristiano non tacere di fronte a questa indifferenza per le morti annunciate di nostri fratelli innocenti
    Grazie ancora

  21. Roberto Rispondi

    Da laico condivido pienamente le Sue parole. Sono parole di grande buon senso, di pace, di condivisione. È veramente difficile capire come molte persone si ostinino a perseguire un’idea, una politica, che mira al trovare un nemico a tutti i costi, che crea tensioni. Questa idea mi fa paura, e mi ricorda un passato buio e non troppo remoto. Grazie per le Sue parole, che spero rispecchino il pensiero di molti.

  22. Gianni Gatti Rispondi

    Commento

  23. Marisa Carmela Sfondrini Rispondi

    Mons. Bettazzi esprime con autorevolezza il parere di molti italiani contrari alla attuale politica del governo Conte-Salvini-Di Maio. Dovremmo però scendere in piazza e manifestare più radicalmente (anche in Parlamento, mentre non mi pare che ciò sia) il nostro parer3 contrario all’attuale politica sull’immigrazione. Per “svegliare” l’Europa non bastano gli strepiti a Pontida. E poi sono veramente indignata per l’utilizzo (come superstizione, come il “corno di corallo”) di oggetti con significato religioso per propaganda politica.

  24. Chiara Rispondi

    Grazie! FinLmente un po’ di verità , un po’ di garbo e di buonsenso, tesori sempre più rari!!!!

    1. paolo parato Rispondi

      Grazie mpns. BETTAZZI per questa sua lettera. C è un po troppo silenzio nel mondo cattolico del nostro paese sordo alle parole di Papa Francesco

  25. Roberto Rispondi

    Perché non istituire un servizio di linea da Tunisi o da Bengasi a Palermo o a Napoli in modo da sottrarre alla criminalita’ la gestione dei flussi di migranti vittime di soprusi ed angherie e violenze, e mantenere il controllo dei flussi???

  26. laura leone Rispondi

    Grazie monsignore, condivodo pienamente e come cristiana mi vergogno che simboli cristani vengano usati per distruggere e non per costruire una nuova umanità.

  27. Daniela Rispondi

    Grazie, Monsignor BETTAZZI.
    Le Sue parole sono preziose e concrete, come sempre.

  28. Santino Rispondi

    Grazie Monsignor Bettazzi. Condivido pienamente.

  29. piergiorgio fornara Rispondi

    parole chiare come il linguaggio che usa il dott. BARTOLO pronunciate da persone credibili e coerenti con il loro agire senza sbandierare troppi rosari che il PAPA chiede di incontrarli e non viceversa

  30. gaetano Rispondi

    Grazie vescovo Luigi per la tua autorevole bontà e per la cristallina coscienza etica. Gaetano

  31. maurizio Rispondi

    Benissimo. Il monsignore si augura ottime cose. Ma perche mai non forma un partito con quel programma che si propone, e cerca di attuarlo lui stesso con la sua squadra di governo . Lo stato non glielo impedirebbe. Il diritto canonico si. Perche ? Facile dire agli altri quello che devono fare.

    1. Andrea Rispondi

      perché ha 95 anni

  32. savino masciandaro Rispondi

    Eminenza condivido appieno il suo pensiero, ma nella sua analisi ha dimenticato( o solo fatto accenno) alle cause di questa immane migrazione_sono cause che tutti conosciamo e anche la chiesa conosce bene, lo sfruttamento da parte di multinazionali e stati interi che sfruttano quei territori ricchi di risorse e creano instabilità_è in atto un vero piano diabolico che sta destabilizzando un equilibrio che è sempre esistito sin dalla creazione_dobbiamo limitarci solo ad aprire i porti per l’accoglienza? e quanto ancora durerà il fenomeno?_ Il problema non è Salvini o Conte( che si lasciano trasportare da un accorato consenso di popolo) ma piuttosto come intervenire per far si che il fenomeno migrazione termini_la chiesa in tutti questi anni ha mandato i suoi missionari e che puntualmente hanno reso noto le situazioni di sfruttamento di quei popoli, ma nulla è successo, nulla che ha potuto sensibilizzare l’opinione mondiale_ Lei ha una soluzione? e se la soluzione fosse di mettersi contro stati dominanti e potenti e parlare chiaro, Lei lo farebbe? Il S.Padre lo fa tutti i giorni ma da solo non può farcela_Eminenza si è chiesto perchè tanta violenza in quei stati governati da dittatori asseverati dal beneplacito di nazioni potenti(tra cui l’Italia) armati fino ai denti e liberi di imporre sofferenze tanto da innescare il fenomeno migrazione?_Quindi Eminenza il problema è lì e l’inerzia del nostro cuore a voler mettere fine a questo genocidio è di tutti e conviene a tutti, con maggiore incidenza di noi cristiani che non sappiamo ancora amare Cristo nel nostro fratello e non lo riconosciamo ancora e sarà cosi_Mi perdoni Eminenza lo sfogo ma la chiesa ( e parlo della comunità di tutti i cristiani) giudica ma nello stesso tempo non si adopera secondo lo spirito del Vangelo(me compreso)_ E’ giunto il momento del ritorno all’infinito Amore e dimostrarlo_Grazie!

  33. Luciano Rispondi

    Ci sono regole da rispettare. Ogni Stato ha le sue regole. Lo stesso Stato Vaticano ha le sue regole. Se l’Italia apre i porti il Vaticano aprirà le porte? Non nego le cose buone della Chiesa ma non nascondo i suoi limiti nell’attualizzare la Parola. Dobbiamo imparare molto ma tutti e in tutti i “porti”.

  34. Marilena Rispondi

    Con mons. Bettazzi chiedo che si fermi questa cieca e sorda dilagante disumanità

  35. Salvatore Rispondi

    Grazie Monsignor Bettazzi. Il Suo discorso è un grido di speranza.

  36. Carmine Rispondi

    Grazie Bettazzi per le tue parole che tanti come me sposano in umile silenzio e preoccupazione(atteggiamenti razzisti verso i colori delle pelli delle persone sono disumani )e non so dove ci possono portare in futuro grazie ancora

  37. Dante Mantovani Rispondi

    Ci vorrebbero mille di queste voci

  38. Maria Graxia Rispondi

    Mi auguro che le Sue Sante parole possano servire a fare breccia nei cuori indurito di coloro che oggi ci governano.
    Il Male assume varie forme, speriamo non si sia incarnato in coloro che si riempiono la bocca di tutele Prima per gli Italiani.
    Pregare la nostra Madre Celeste ci servirà molto; Lei che schiaccia li male sotto i suoi piedi.

    1. Mario Rispondi

      Cara Signora,
      il vescovo emerito non ha proferito alcuna “santa” parola, ha parlato da “cittadino”, e ha espresso un’opinione politica ben precisa, come d’altronde ha sempre fatto

  39. Paola Conti Rispondi

    Grazie per l’autorevole e incisivo contributo. Laicamente apprezzato.

  40. Luisella Cavallaro Rispondi

    Grazie Mon.Bettazzi, le Sue parole sono le nostre

  41. Ferruccio Mannini Rispondi

    Che piacere poterla rileggere, sentire il suo alto magistero. Le devo francamente dire che speravo di sentire il levar della protesta del mondo cattolico in questo triste frangente. Comunque grazie per la sua voce.

  42. Liliana Vogliano Rispondi

    Grazie Mons. Bettazzi per la sua autorevole voce e l’appello ad essere umani prima che italiani.

  43. Agnese Rispondi

    Grazie Mons. Bettazzi. GRANDE!

  44. Annamaria Rispondi

    Grazie mon
    Bettazzi per aver dato voce a tutte quelle persone che non condividono le politiche conyro gli immigrati

  45. Virginia Esposito Rispondi

    Grazie Mons.Bettazzi.
    La voce di chi soffre dovrebbe essere ascoltata da tutti e prima di tutto!

  46. Raffaello Franchetto Rispondi

    Anch’io condivido le idee del Vescovo Bettazzi e recrimino le spacconate di Salvini. Spero che questa lettera produca buoni effetti.

  47. mario pietro Rispondi

    governare è urgente. fatto lacunosamente anche nel passato. la persona è il primo vaore di ogni societaà. bene il richiamop. “Glu untori” che hanno fatto crollare l’economia e fatto trasferire le ditte altriove non sono stati i neri!!!!!

  48. Salvatore Rispondi

    Mi dispiace ma non condivido questa posizione è solo teorica nella realtà si dimostra diversamente, come cristiano sono solidale con il mondo intero ma qui sembra che si continua a dare la droga ad un tossicodipendente per aiutarlo pur sapendo che non è la strategia migliore. Appellarsi al colonialismo o ad altri argomenti del genere non è corretto. Il problema è complesso e non si risolve facendo entrare tutti senza regole. Non ho mai sentito la chiesa battersi per il sostegno al famiglia così come fa per gli immigrati. Abbatte lei tutti i muri che ha costruito palazzi e quant’altro (pedofilia corruzionne nepotismo) e poi parli di immigrati. Così non è credibile. Grazie

  49. Romana Rispondi

    Grazie e condivido!
    Non si può parlare di diverse umanità, siamo tutti, anche se lontanamente, parenti!

  50. Dino Santina Rispondi

    Grazie vescovo Bettazzi, sei sempre grande e, soprattutto, continui a interrogare le nostre coscienze e il nostro essere cristiani.

  51. Emilio Rispondi

    E si dicono tutti Cristiani! Grazie don Luigi per. Aver smascherato questa ipocrisia. E poi c’e, obbiettivamente ,l’enormita del problema che richiede ben altre capacità , visione e coraggio da statisti veri e non burlette.

  52. Lino Malerba Rispondi

    La tua voce ben rappresenta anche il mio pensiero, da membro di questa umanità seppur ateo. Grazie Luigi

  53. annalola geirola Rispondi

    la marea montante in Italia e in europa della difesa a oltranza dei territori e dei ceti ricchi e privilegiati, che trovano l’incredibile sostegno anche di quegli strati della popolazione che è vittima proprio di quei privilegi, rischia di travolgere gli elementi portanti della nostra civiltà.
    Di fronte alla demagogia e alle consapevoli menzogne che travisano la i fatti occorre una vasta mobilitazione capace di coinvolgere i cittadini a tutti i livelli e l’intervento della chiesa rappresenta un elemento determinante.

  54. Anacleto Antonini Rispondi

    Grazie e condivido.

  55. Luigi Pasotti Rispondi

    Grazie Don Luigi!

  56. Valentina Pacelli Rispondi

    Grazie Monsignor Bettazzi. Condivido pienamente.

  57. Aleks Rispondi

    Grazie monsignore. Tutto l’umanità è con te non solo noi popolo cristiano che formiamo in Cristo una unica famiglia.

  58. Donatella Rispondi

    Grazie per avere preso autorevolmente posizione contro queste politiche disumane.

  59. Serenella Zanardi Rispondi

    Grazie monsignor Bettazzi!

  60. Silvana consoli Rispondi

    Sono pienamente d’accordo

  61. Elena Rispondi

    Conivido pienamente. Grazie mons Bettazzi per aver dato voce a molti cittadini italiani che non condividono le politiche adottate in queste settimane sull’immigrazione.

    1. Gianni Ravera Rispondi

      Parole perfettamente coerenti con il pensiero laica della costituzione e della dottrina cristiana. La mia voce di condivisione si unisca al coro di tutti coloro che si identificano nella buona volontà.

Rispondi a Carmelo Nolano Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.