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Pace e disarmo: quant’è difficile… metterli in politica!

L’iniziativa di Pax Christi Italia e della stessa Rete Disarmo di sottoporre ai candidati in campagna elettorale un questionario che rilevasse l’attenzione per i temi connessi alla produzione ed al commercio delle armi ed ai modelli di difesa in Italia  e l’intenzione degli stessi in caso di elezione, ha fatto registrare sparute risposte largamente ascrivibili a formazioni di “sinistra” come Potere al popolo e Liberi e Uguali , sporadiche ed esigue risposte da PD e Cinquestelle, nessuna risposta da altri schieramenti. (Leggi qua)

L’argomento che impegna ogni giorno il nostro paese per una spesa che viaggia verso gli 80 milioni e’ rimasto tabu’ nel corso dell’intera campagna elettorale. Il programma piu’ corposo sul tema disarmo  e un diverso modo d’intendere la difesa civile lo aveva LeU, al pari con Potere al popolo; nel programma Cinquestelle il tema del  disarmo come strumento di pace compare in forma di titolo senza alcuna argomentazione ulteriore.

Sembra che il tema abbia una coloritura ideologica e di schieramento definito e delimitato, anziche’ essere un principio della nostra Costituzione largamente condiviso e sul quale giurano i Governi quando entrano in carica.

Generiche conferme delle tendenze in atto, (vedi libro bianco sul nuovo modello di difesa Pinotti: industria militare pilastro della ripresa economica) si leggevano in tutti gli altri programmi.

Nessuno dei candidati che hanno risposto e’ stato eletto.

Tocchera’ ora lavorare con gli eletti per sondare la disponibilita’ , che veniva richiesta in questionario , a costituire un gruppo parlamentare che s’impegni a monitorare la corretta applicazione della legislazione vigente  in materia di produzione e commercio delle armi ,a partire dalla legge 185/90 ed a restaurarne il giusto rigore, oggi assai menomato.

Che s’impegni nella campagna “Italia ripensaci” per la ratifica del trattato ONU per la messa al bando delle armi nucleari.

Che promuova iniziative legislative per nuovi modelli di difesa civile non violenta anche nel quadro di nuove politiche europee di difesa comune.

Norberto Julini (consigliere nazionale)

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