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pacifismo guerriero, economia di ingiustizia

Due cose appaiono evidenti a proposito dell’attuale manovra finanziaria: una sorta di pacifismo guerriero che rivela il vuoto armato della politica estera e un’ economia di ingiustizia immersa nella “finanza nera”. Così Sergio Paronetto, vicepresidente di Pax Christi, commenta due aspetti della manovra governativa.

1. Pacifismo guerriero. Bossi e Berlusconi dicono di non volere la guerra in Libia per risparmiare denaro. L’obiettivo sarebbe buono ma non ha senso logico-politico “umano” chiedere la fine della guerra in Libia per fare meglio la guerra contro persone in cerca di futuro schierando le navi della Nato davanti alle coste africane, firmando un accordo con i futuri governanti per respingere i partenti, allungando i tempi di trattenimento nei CIE a un anno e mezzo, e poi tagliando le spese sociali per tutti i cittadini, riducendo gli investimenti locali e mantenendo il progetto costosissimo dei cacciabombardieri F-35. Che tristezza il tragico vuoto della politica estera italiana che coinvolge anche l’opposizione!

A chi sta a cuore una politica di pace e di cooperazione?

2. Economia di ingiustizia e finanza nera. In un testo recente, intitolato Soldi rubati, si dice che ogni anno in Italia abbiamo 160 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione e 350 miliardi di economia sommersa pari al 20% della ricchezza nazionale. Se aggiungiamo 500 miliardi nascosti nei paradisi fiscali esentasse , superiamo i 1000 miliardi. Più della metà dell’intero debito pubblico.

Un’eresia antitrinitaria e antieucaristica. Quante disuguaglianze gridano verso il cielo!

Sergio Paronetto
vicepresidente Pax Christi Italia
paxchristi_paronetto@yahoo.com

9 luglio 2011

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