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Casa per la Pace Mosaico di Pace

Movimento Cattolico Internazionale per la Pace

Costruire una nuova Europa di giustizia e di pace

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“Che cosa ti è successo, Europa umanistica, paladina dei diritti dell’uomo, della democrazia e della libertà?”.

La domanda di papa Francesco ha guidato l’1-2 luglio 2016 il seminario promosso dal Centro Studi di Pax Christi Italia intitolato “L’Europa per la pace”, aperto da mons. Luigi Bettazzi e Romano Prodi e proseguito con i contributi di Sergio Paronetto, Paolo Beccegato, Renato Sacco, Franco Dinelli, Siriana Farri (nuova segretaria del Centro Studi) e Maurizio Simoncelli.

Nella Casa per la pace di Firenze i numerosi convenuti hanno affrontato in modo dettagliato i drammi del nostro tempo: le guerre in atto, l’esportazione europea e italiana di armi proprio nei luoghi di maggior conflitto, il riarmo continuo, le migrazioni forzate, l’iniquità-ingiustizia (definita “il più grande problema dell’umanità”), l’incapacità dell’Europa di dare corpo al sogno dei suoi fondatori; un’Europa in fuga dalla propria storia e dalla propria “identità spirituale”, assediata dalle sue paure, frammentata e balcanizzata, prigioniera di nazionalismi suicidi e di populismi escludenti, corresponsabile di tante violenze, attenta più a nutrire le guerre che ad alimentare la pace.

Per risvegliare la capacità, proposta da papa Francesco, di integrare, dialogare e generare, occorre avviare un cammino di umanizzazione attivando pratiche e politiche per la “ri-creazione” di un’Europa unita e sovrana,né populista né tecnocratica, non risentita e senile ma giovane e feconda. Un’Europa che non sia né braccio armato della Nato, né braccio economico di imprese multinazionali o prigioniera dal Trattato commerciale TTIP ma soggetto di sviluppo cooperativo e integrativo secondo la Carta dei suoi principi. Un’Europa che sappia diventare partner di un’ ONU rinnovata per attuare “la sovranità del diritto” e faccia della “neutralità attiva” un paradigma di politica estera e una pratica di gestione dei conflitti (temi presenti nella marcia Perugia-Assisi del 9 ottobre 2016, cui Pax Christi aderirà).

A tal fine occorre: – impedire l’installazione di nuove bombe nucleari B 61-12 che violano il Trattato di non-proliferazione delle armi nucleari; – bloccare la produzione di sistemi d’arma costosissimi, devastanti (e anticostituzionali); – fermare l’invio di armi verso i luoghi di conflitto e verso l’Arabia Saudita (che sta bombardando lo Yemen); – regolare il commercio delle armi con una normativa simile alla legge italiana 185 (che sta diventando carta straccia); – evitare la complicità col sistema delle “banche armate”; – riconvertire l’industria degli armamenti; – avviare una politica di seria cooperazione con l’Africa; – promuovere politiche concrete e lungimiranti per l’accoglienza e la sicurezza comune; – appoggiare la nascita di una Difesa civile nonviolenta a livello europeo.

Sulla strada del Concilio e del Convegno ecclesiale del novembre 2015 (“In Gesù Cristo il nuovo umanesimo”), nell’anno della misericordia le comunità cristiane possono diventare protagoniste di un nuovo pensiero creativo, pronte ad uscire dalle logiche del nemico, ad annunciare la liberazione dalle moderne schiavitù, ad abitare città disarmate dalle violenze, a educare alla pace come vita bella e buona, a trasfigurare “sorella madre terra” con opere di quotidiana profezia.

Al seminario è stato presentato l’Appello alla Chiesa cattolica per promuovere la centralità della nonviolenza evangelica, firmato il 13 aprile 2016 da Pax Christi International e dal Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che è stato inviato ai vescovi italiani e al papa. Nella nuova stagione ecclesiale che sta portando a maturazione un cammino di nonviolenza progettuale e trasformatrice, l’Appello appare come un passaggio storico necessario per sviluppare percorsi ecclesiali disarmati e disarmanti ispirati al Vangelo di Cristo “nostra pace”, alla Pacem in terris, alla Evangelii gaudium, alla Laudato si’. Tra essi, la costituzione in ogni diocesi delle Commissioni Giustizia e Pace, la diffusione della Rete dei nuovi stili di vita, la smilitarizzazione dei cappellani militari, le buone pratiche dell’accoglienza, i sentieri difficili ma necessari della cittadinanza umana.

Renato Sacco, coordinatore nazionale di Pax Christi Italia

Firenze, 3 luglio 2016

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