Pages Navigation Menu
Casa per la Pace Mosaico di Pace

Movimento Cattolico Internazionale per la Pace

Fermare i profughi o le armi? Comunicato Stampa Pax Christi

Rwandan weapons burn near the Rwandan capital of Kigali April 14, 2005. Rwanda burnt a heap of guns,..Il Consiglio Nazionale si Pax Christi si è riunito nei giorni scorsi, 19-20 settembre, a Firenze. Lo scenario mondiale ci presenta un crescente clima di guerra e la fuga dal loro Paese di migliaia e migliaia di donne, uomini e bambini: molti hanno trovato la morte in mare mentre cercavano vita e speranza, altri si trovano sempre più davanti a nuovi muri eretti nel cuore dell’Europa.

Mentre ci uniamo ai numerosi appelli che invitano all’accoglienza concreta, dobbiamo riconoscere che molti profughi scappano da guerre che sono volute e finanziate anche dall’Occidente, e… anche dall’Italia.

E questo in violazione della legge 185/90 che dovrebbe regolare l’export di armi. Ma l’Italia continua a vendere armi a Paesi in guerra e che violano i diritti umani, ad es. Israele, Arabia Saudita (che è tra i più grandi finanziatori dell’IS e utilizza anche armi Italiane per bombardare lo Yemen!).

La guerra è una grande ‘fabbrica di profughi’.

Fermiamo la guerra se vogliamo aiutare davvero i profughi!

“Basta con la vendita di armi! Basta!”, ci hanno chiesto anche in questi giorni i tanti amici che abbiamo in Iraq.

“Il conflitto in Siria e Iraq – ha detto papa Francesco lo scorso 17 settembre – è uno dei drammi umanitari più opprimenti degli ultimi decenni…, i trafficanti di armi continuano a fare i loro interessi. Le loro armi sono bagnate di sangue, sangue innocente. Nessuno può fingere di non sapere!”.

Come Pax Christi rinnoviamo la nostra scelta per la nonviolenza, lavorando insieme con tutti coloro che credono alla pace, ad una soluzione nonviolenta dei conflitti, perché Un’altra Difesa è possibile.

Ma assistiamo a preparativi di nuove guerre!

In questa prospettiva non possiamo tacere di fronte alla prossima esercitazione NATO “Trident Juncture 2015”, dal 3 ottobre al 6 novembre, con il coinvolgimento di 36.000 uomini, 60 navi e 140 aerei.

Il comando di questa operazione sarà alla base NATO di Lago Patria, a Napoli.

‘La più grande esercitazione della storia moderna della Nato’. Trident Juncture 2015 dimostrerà il nuovo accrescimento del livello di ambizione della NATO nello scenario di guerra moderna comune’ (vedi sito della Nato http://www.jfcbs.nato.int/).

Ricordiamo che la NATO non dipende dall’ONU e nemmeno rappresenta un sistema difensivo promosso dall’Unione Europea (UE). In realtà la NATO è sotto diretto comando USA: chiede l’aumento delle spese militari agli stati membri, o li impone, come alla Grecia.

Noi non vogliamo questa NATO, vogliamo invece che l’ONU, e l’UE promuovano politiche di solidarietà, civiltà e Pace!

Per questo saremo presenti, come Pax Christi, alla manifestazione promossa dai comitati ‘No Trident’, in programma a Napoli il prossimo 24 ottobre.

Firenze, 22 settembre 2015

Pax Christi Italia

Contatti:

Segreteria Nazionale di Pax Christi: 055/2020375 info@paxchristi.it

Coordinatore Nazionale di Pax Christi: d. Renato Sacco 348/3035658 
drenato@tin.it

2 Commenti

  1. Il testo di mons. Glantino in perfetta sintonia con Pax Christi Italia:
    (ANSA) – TORINO, 22 SET – “L’Italia è tra i principali Paesi esportatori di armi. Non possiamo essere allo stesso tempo una nazione che vende le mine antiuomo e che paga le Ong per sminare certi territori”. Così monsignor Nunzio Galantino, segretario generale Cei, a un convegno del Prix Italia. “Queste contraddizioni devono essere messe in luce, bisogna venirne fuori. Per fortuna – ha detto monsignor Galantino – cresce la consapevolezza, la sensibilità, il desiderio di riconversione dell’industria che produce armi”.

    Un abbraccio di Pace,Giuseppe Rubino,Punto Pace-Potenza.

  2. Per uno “strano” ma profetico caso Mons.Galantino,segretario della CEI, nello stesso giorno del Comunicato di Pax Christi Italia Così si esprime(sintesi dell’ANSA,ndr.):(ANSA) – TORINO, 22 SET – “L’Italia è tra i principali Paesi esportatori di armi. Non possiamo essere allo stesso tempo una nazione che vende le mine antiuomo e che paga le Ong per sminare certi territori”. Così monsignor Nunzio Galantino, segretario generale Cei, a un convegno del Prix Italia. “Queste contraddizioni devono essere messe in luce, bisogna venirne fuori. Per fortuna – ha detto monsignor Galantino – cresce la consapevolezza, la sensibilità, il desiderio di riconversione dell’industria che produce armi”.

    Shalom, io servo inutile, Giuseppe Rubino, Punto Pace Potenza.
    Shalom,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *